Bologna, 20 mag. -Un orologio Rolex e cene in locali di lusso in cambio di qualche favore durante i controlli fiscali. La Procura di Bologna ha notificato l’avviso di fine indagine al colonnello della Guardia di Finanza Massimiliano Parpiglia e all’imprenditore di moda Saverio Moschillo, accusati di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e favoreggiamento.
Le indagini, avviate nel 2012, si sono occupate della verifica fiscale eseguita da Parpiglia, in servizio a Bologna, nei confronti della Faber Confezioni. Secondo i magistrati Moschillo, ex vicepresidente vicario della Camera della moda di Milano, avrebbe dato a Parpiglia un orologio Rolex e pagato alcune cene in locali di lusso, ricevendo in cambio alcuni aiuti nella fase finale dell’attività di verifica fiscale e nelle successive fasi di accertamento dell’Agenzia delle entrate di Forlì.
Moschillo è inoltre accusato di aver ostacolato le Fiamme Gialle durante le perquisizioni nei suoi confronti, anche con minacce.
Il colonnello Perpiglia non è nuovo a queste accuse: oltre tre anni fa nell’ambito dell’inchiesta “Rimini yacht“, gli fu trovato un Cartier Pascià dal valore di oltre 3.000 euro. Secondo l’ipotesi degli inquirenti la verifica fiscale effettuata allora sull’azienda del bolognese Giulio Lolli non solo fu pilotata, ma fu uno stratagemma escogitato da Lolli con la mediazione dell’ex generale della Gdf Angelo Cardile (che si e’ suicidato l’1 luglio durante una perquisizione per questa vicenda e molto amico di Parpiglia): una verifica positiva sarebbe stata infatti equivalente a una certificazione di una situazione finanziaria buona, quando in realtà la società era in dissesto.

