26 lug. – Roberta Mori del Pd, relatrice del progetto di legge che ha istituito la Commissione Parità, è stata eletta presidente della stessa commissione. Il voto è avvenuto in mattinata quando non serviva più la maggioranza qualificata ma bastava quella semplice: 31 voti per lei, 10 per Silvia Noè (Udc), due schede bianche e due schede nulle.
Si chiude così la vicenda che aveva visto scendere di nuovo in piazza associazioni e realtà gay, laiche e femminili contro l’ipotesi di una presidenza affidata alla Noè che però aveva incassato anche l’appoggio di Vasco Errani. Il Pd ha cambiato idea marcato anche dagli altri alleati: Sel-Verdi e Idv. Il capogruppo Marco Monari ha spiegato in aula che questa commissione non può essere considerata di garanzia (e quindi tradizionalmente affidata alle minoranze) ma politica.
“Una vera e propria discriminazione nei confronti di Silvia Noé” secondo Gian Luca Galletti, vice capogruppo dell’Udc alla Camera secondo cui i democratici hanno “scelto di assecondare la sinistra estrema sacrificando il dialogo con il centro cattolico moderato e riformista”.
Soddisfazione arriva invece dai laici: “La mobilitazione paga, sconfitti i clericali” dice Maurizio Cecconi della Rete Laica, che ora chiede che Mori incontri tutte le associazioni di donne, Lgbt e laiche.

