Rizzo Nervo difende il maxi stipendio dell’assessore regionale: “I migliori vanno pagati”

luca rizzo nervo

L’assessore alla sanità del Comune di Bologna Luca Rizzo Nervo

Bologna, 12 feb. – Luca Rizzo Nervo, assessore alla sanità del Comune di Bologna, difende il suo collega Sergio Venturi, che come lui si occupa di sanità ma in Regione.  Venturi negli scorsi giorni è stato attaccato da 5 stelle e Lega per avere scelto di conservare il suo stipendio da manager pubblico ora in aspettativa, 8400 euro al mese, duemila euro più alto di quanto gli spetterebbe come assessore regionale. Venturi si è espresso sulle pagine del Corriere di Bologna. “La legge mi consente la scelta e la mia è stata semplicemente una scelta economica”, ha detto in sintesi. “Stiamo parlando di cifre giustificate da una professionalità riconosciuta, da un percorso professionale lungo trent’anni”, lo difende Luca Rizzo Nervo. “Non stiamo parlando di persone che hanno emolumenti da casta, stiamo parlando di professionalità  che si dedicano, secondo me in modo positivo, anche all’impegno civico e politico. Se si vogliono i migliori penso non si possa pensare di avere sempre una gara al ribasso”.

Rizzo Nervo, oltre a sottolineare la legittimità del mantenimento dello stipendio di Venturi come dirigente sanitario (al posto di quello da assessore, che sarebbe stato più basso di circa duemila euro), evidenzia come il maxistipendio fosse in qualche modo nelle cose già al momento della nomina dell’attuale assessore. “E’ stata chiesta la disponibilità ad un tecnico che aveva un ruolo molto importante come direttore generale del Sant’Orsola, aveva una sua professionalità con una retribuzione legata alla qualità di quella professionalità. La legge consente di fare un scelta e quindi l’assessore Venturi si è mosso nella piena legittimità”. La sua nomina nei fatti “garantisce di avere le competenze di un importante manager pubblico e credo che questo sia stato messo in conto nella scelta stessa di Venturi. Se io avrei fatto lo stesso? Non sono in quella situazione, quindi è una domanda che non si pone. Nel senso che non avrei avuto le professionalità e quindi i compensi che quelle professionalità giustificano”.

Il “ministero” della sanità regionale. “L’assessorato alla sanità è una sorta di ministero, serve una struttura più snella e meno burocratica”. Dopo poco più di un mese dal suo insediamento è questa l’impressione che ha Sergio Venturi, assessore alla sanità, che dello stato della sua struttura ha parlato durante un incontro sul welfare a Bologna. “Bisogna far tornare le strutture interne della Regione – ha detto – a quello che erano alle origini, rispetto a qualche decennio fa non la riconosco più perché è diventato una sorta di ministero. Ci lavorano persone molto competenti, ma l’atteggiamento della burocrazia nostrana è che tende a diventare il punto di riferimento di se stessa e non è più un servizio”.

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