Riapre, dopo dieci anni di abbandono con un programma culturale curato dall’associazione Planimetrie. Utilizzato dalle Ferrovie come dormitorio, poi come dopolavoro, è tornato in vita per il lavoro di ristrutturazione e bonifica artistica che l’associazione svolge da febbraio. Allo Scalo ci saranno concerti, laboratori, corsi di teatro, danza e percussioni.
Da ottobre, l’associazione Planimetrie che diede vita al CaCuBo, in accordo con la proprietà , ha un regolare contratto d’affitto. L’inaugurazione ufficiale del nuovo spazio sociale, in via Larga 42, venerdì pomeriggio dalle 19,30 con la mostra fotografica di Fabrizio Carboni sul tema della pornografia, è stata anticipata da un segnale non positivo giunto dalle Ferrovie dello Stato. “Ci sono giunte delle sollecitazioni dalle Ferrovie – spiega il presidente di Planimetrie, Werther Albertazzi – che tendono ad attribuirci il passaggio abusivo e pericoloso di persone sui binari ferroviari confinanti con l’edificio, soprattutto nelle ore notturne. Premesso che da febbraio abbiamo fatto un lavoro di bonifica anche del luogo, che era frequentato da qualche senzatetto e da tossicodipendenti in cerca di un rifugio, lo Scalo è in realtà ben delimitato da recinzioni. Chiunque può passare per i binari, tranne quanti entrano allo Scalo“.
