16 giu. – Erano accusati di aver rimosso illecitamente auto e motorini. Alcuni dei proprietari avevano addirittura denunciato il furto e scoperto solo mesi, se non anni dopo, che i veicoli erano stati rimossi.
Giuseppe Del Fiore, titolare della società di rimozioni implicata, il suo autista Rade Nicolic e Giuseppe Tilocca, un imprenditore che si era accordato con Del Fiore per procedere a rimozioni sul suo terreno, sono stati assolti dal tribunale di Bologna perché “il fatto non sussiste“.
E’ stata smentita così la tesi della Procura che riteneva illegittime le rimozioni, in tutto una quarantina di casi tra il 2001 e il 2007, frutto di accordi tra Del Fiore e proprietari di terreni privati che usufruivano del servizio. Secondo Silverio Piro, il procuratore che ha gestito inizialmente l’inchiesta e che ha portato a giudizio i tre per estorsione, le rimozioni erano abusive perché colpivano anche auto parcheggiate in aree condominiali con il contrassegno autorizzativo in vista, auto parcheggiate sul suolo pubblico e veicoli in sosta provvisoria. La ditta Del Fiore, sosteneva poi l’accusa, contattava gli automibilisti chiedendo tra i 50 e i 100 euro per la restituzione del mezzo ma alcuni, sopratutto proprietari di motorini, non ricevettero mai nessuna comunicazione e poterono rientrare in possesso del loro mezzo solo durante le indagini.
Nell’ultima udienza il pm erede delle indagini di Piro, Claudio Santangelo, ha chiesto l’assoluzione per Nicolic e Tilocca e la condanna per “esercizio arbitrario delle proprio ragione con violenza” solo per Delfiore. Già il Tribunale civile di Bologna aveva più volte dichiarato la legittimità delle rimozioni e della ritenzione dei veicoli. La decisione del Tribunale penale di assolvere i tre sembra ora mettere fine alla vicenda.
Rimangono però ancora aperti processi simili per le ditte “Servizi Emilia” di Vincenzo Ucciero, “Scaramagli” di Marco Scaramagli e “Auto servizi” di Mauro Marchetti così come sono ancora in corso le indagini sulla ditta “Servizi Bologna” di Anzola Emilia che, per la procura, sarabbe colpevole di associazione per delinquere. Per la società è stato chiesto il sequestro preventivo dei carro attrezzi e di tutti i cartelli fai-da-te che vietavano la sosta.

