21 feb. – La ripresa delle aziende del comparto biomedicale di Mirandola, duramente colpite dai terremoti dello scorso maggio, è già iniziata. Lo ha detto Stefano Rimondi, presidente di Assobiomedica, l’associazione di categoria aderente a Confindustria. Ma su di un settore che conta circa 8 miliardi di euro di produzione, il vero terremoto è rappresentato dai tagli lineari dei governi Berlusconi e dalla spending review del governo Monti.
Per Rimondi il problema sta nel come si è considerata la Sanità. Per questo il prossimo governo, secondo il presidente degli industriali del biomedicale: “Dovrebbe smettere di considerare la Sanità come un fattore di spesa e dovrebbe considerarlo come un fattore di investimento”. In seconda battuta, per Raimondi, bisognerebbe smettere la “leggenda metropolitana” che la Sanità italiana sia troppo costosa: “In Italia la sanità costa meno della media Ocse, meno della media dell’Europa a 27, e costa meno, come incidenza sul Pil, di quanto non costi in Germania, in Francia, in Gran Bretagna e in Spagna”.
Il recepimento della normativa europea che impone tempi certi per i pagamenti della pubblica amministrazione non ha ancora sortito alcun effetto ma comunque Rimondi è pessimista sul fatto che porterà a miglioramenti per le aziende. Il problema, come ricorda Rimondi, sono i lunghissimi tempi di pagamento delle Ausl italiane. La media italiana è di 300 giorni, ma vi sono Regioni, soprattuto al sud, i cui tempi medi di pagamento sono di 900 giorni. “La mitica Asl Napoli 1 ha tempi di pagamento dell’ordine di 1500 giorni” ha detto Rimondi.
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Rimondi è intervenuto in diretta durante il nostro AngoloB dedicato al biomedicale. Siamo partiti dalla vicenda dell’Ortopedia Rizzoli e abbiamo ascoltato Alessio Caleffi, amministratore della Aries di Mirandola, azienda colpita dal sisma.
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