Bologna, 31 ott. – Gianni Cuperlo, uno degli sfidanti per la corsa alla guida del Partito Democratico, si dice “serenissimo” rispetto all’inchiesta della Procura sulle spese del gruppo democratico in Assemblea legislativa. “Ho stima profonda del gruppo dirigente del pd dell’Emilia Romagna e della sua rappresentanza istituzionale” dice colui che è stato l’ultimo segretario della Fgci e che contende a Matteo Renzi (e a Beppe Civati) la guida dei democratici. Il deputato democratico dice di avere fiducia nella Magistratura e che, nel caso dovessero essere accertati comportamenti illeciti, “noi siamo quella parte della politica che si assume fino in fondo le proprie responsabilità”. Quella di Cuperlo è quindi una difesa d’ufficio del gruppo, fino a prova contraria.
In regione per una serie di iniziative in vista del congresso nazionale, Cuperlo ha incontrato in mattinata il Rettore Ivano Dionigi e poi i simpatizzanti in un aperitivo in un locale di via Zamboni. In platea, moltissimi volti noti del partito, la quasi totalità di provenienza diessina. Accompagnato dal fedelissimo Andrea De Maria, Cuperlo è salito sul piccolo palco in compagnia di Stefano Caliandro, Simona Lembi, Salvatore Caronna, Federica Mazzoni e Raffaele Donini. Quest’ultimo ha scelto di sciogliere le riserve e ha ufficializzato il suo sostegno a Cuperlo.
“Per troppo tempo ci siamo affidati a persone che bucavano il video ma non le coscienze” ha detto Cuperlo, che più di una volta ha scherzato sulla diversità tra lui e Renzi. Parafrasando Umberto Saba e la sua lettera a Scipio Slataper, il deputato triestino ha detto che “quel che resta da fare ai politici è la politica onesta”.


