31 gen.- Il centro San Felice conosciuto anche come Prati di Caprara gestito dalla Croce Rossa è costato 2milioni di euro di soldi pubblici in due anni, da quando ha accolto i profughi dalla Libia della cosiddetta emergenza nord-africa. Al centro vivono in 124, quasi tutti i cittadini nigeriani che si trovavano in Libia quando è scoppiata la guerra. I numeri li ha forniti la stessa Croce Rossa. Nel dettaglio la spesa maggiore è per il vitto che viene fornito dalla Camst: 501 mila euro per il pranzo e la cena. Poi ci sono 368mila euro alla voce servizi che riguarda i costi per la manutenzione del centro e per il personale dipendente. 137mila euro per le utenze mentre sono solo 62mila gli euro spesi per le attività di sostegno ai migranti e il rilascio dei documenti, praticamente 62 centesimi ogni 10 euro.
Il direttore Michele Camurati ammette che la spesa più alta è quella del vitto perché la legge impedisce la possibilità di cucinare e riconosce che la decisione di concentrare tutte quelle persone all’interno di uno stesso stabile “non ha aiutato nè noi nè loro”. A fine febbraio dovrebbe esaurirsi la mini proroga per l’assistenza ai profughi da parte degli enti locali. Per loro poi l’incertezza assoluta.

