Riparte su Facebook la mobilitazione anti Gelmini

6 sett. – “Gelmini, Bologna non ti vuole“. E’ con questo slogan che gli attivisti dell’Onda Anomala bolognese si propongono di contestare il Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, venerdì in visita a Bologna alla festa regionale del Pdl. “Col suo continuo attacco alla scuola pubblica e all’università la Gelmini è uno dei volti peggiori del governo Berlusconi.  Riempiamola di fischi!”, scrive la pagina Facebook dell’Onda Anomala bolognese che invita tutti a trovarsi alle 21 di venerdì in Piazza XX Settembre per “accogliere” il Ministro.

“La cultura politica da cui proviene la Gelmini non concepisce la contestazione. Dubito si presenterà in città”, ha detto ai nostri microfoni Sandra Soster della Flc Cgil. “Con mille docenti in meno e 6mila studenti in più è ovvio che le cose non vanno bene”, ha aggiunto Soster che ha ricordato come solo a Bologna 500 bambini non possano ancora frequentare la scuola d’infanzia per la mancanza di fondi e personale. “Se lo Stato ha stabilito delle leggi – ha concluso la sindacalista della Cgil – quelle leggi bisogna rispettarle”. Per questo la Soster ha minacciato il ricorso ai giudici. “L’anno scorso è bastato parlarne per far rispettare le regole. Con le buone o le cattive quelle stesse regole le faremo rispettare anche quest’anno”.

“Ancora non sappiamo se venerdì andremo dalla Gelmini per dirle cosa pensiamo di lei”, ha invece detto Alessandro Palmi dei Cobas Scuola. Il sindacalista, impegnato in un’assemblea dei precari, ha tratteggiato la situazione cittadina che, ha detto, “non è così tragica come in altre zone d’Italia”. Palmi ha però puntato il dito contro la cronica mancanza di personale. “Limina aveva chiesto 350 docenti in più e dal Ministero ne sono arrivati solo la metà“, ha detto il sindacalista che ha stimato in un centinaio i posti a tempo determinato che quest’anno non saranno rinnovati. Tagli che si ripercuotono sugli studenti che si ritroverebbero in “classi con 30 e più alunni coperte con le ore di straordinario dei docenti di ruolo”. Il risultato è una didattica peggiorata e posti di lavoro che spariscono a fronte di un risparmio nullo perché, spiega Palmi, le ore di un precario costano meno dello straordinario di un docente col posto fisso.

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