“La Riforma Fornero porterà più povertà in carcere”

Pratello carcere minorile

Bologna, 11 nov. – La riforma Fornero potrebbe portare maggiore povertà nelle carceri. Ne è convinto il professor Emilio Santoro, docente all’università di Firenze, facoltà di giurisprudenza, e presidente dell’associazione L’altro diritto. A Bologna l’associazione è attiva dal 2007 all’interno del Carcere della Dozza, e da qualche mese anche al Pratello: fornisce consulenza legale ai detenuti grazie ad una convenzione con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che consente ai volontari di incontrare i detenuti in assenza di guardie ed educatori. “Con noi si confidano” dice Santoro, e per questo il compiuto dell’associazione sarà quello di “antenna” interna al carcere per segnalare all’ufficio del Garante le situazioni da monitorare.

Le carceri sono sempre di più luoghi in cui si concentra il disagio sociale: “La Dozza è il più grande reparto di malattie infettive di Bologna; la più grande comunità di tossicodipendenti; il più grande albergo popolare…” dice Santoro. E’ in questo contesto, di sovraffollamento e in cui sempre di più si fa ricorso agli psicofarmaci per rendere i detenuti “più mansueti”, che la riforma Fornero del Mercato del lavoro porterà ulteriore povertà. Ne è convinto Santoro secondo cui, con l’innalzamento del numero minimo di giorni lavorati necessario per richiedere la mini Aspi (rispetto all’indennità di disoccupazione) previsto dalla riforma, circa l’80% dei detenuti che hanno svolto lavoretti nel carcere (e tramite i quali potevano migliorare la propria condizione di vita, ndr) non potrà più avere accesso agli ammortizzatori.


La foto è di Shamballah

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