Bologna, 17 dic. – Scatta l’allarme rosso su Città metropolitana di Bologna e Province dell’Emilia-Romagna. Il presidente della Regione Stefano Bonaccini, chiederà “un incontro urgente” al Governo guidato da Matteo Renzi. Al centro delle preoccupazioni dei sindaci, che questa mattina hanno avuto un lungo summit con lo stesso Bonaccini in viale Aldo Moro, c’è il caos delle funzioni esercitate dalle Province dopo la riforma Delrio (così “non sta in piedi”, ripetono i sindaci dei capoluoghi) e un ”buco” di 28 milioni di euro per mandare avanti le amministrazioni, oggi guidate da loro. Il sindaco metropolitano di Bologna Virginio Merola, che si è fatto portavoce dei colleghi, definisce “impraticabile” la riforma Delrio se non ci sarà una svolta. “Troppa approssimazione e sottovalutazione delle conseguenze dei provvedimenti”, accusa il sindaco di Bologna, che arriva a dire: “in questo modo è meglio che i Prefetti commissarino perché i Comuni non hanno la possibilità di far fronte a questa situazione, tranne me che non posso farmi commissariare per legge”. La sostanza è però la stessa: scaricare sui Comuni senza considerare in quale situazione vengono messi non è accettabile. Dall’1 gennaio non sappiamo chi spazza la neve”. Un allarme condiviso dagli altri amministratori che hanno partecipato all”incontro con Bonaccini. Come Giammaria Manghi, presidente della provincia di Reggio Emilia, che punta il dito sulla voragine di cassa. “Ci sono 28 milioni di euro di differenza. Questo è il tema vero – dice – possono andare alla Regione, possono rimanere alle Province, ma i 28 milioni bisogna tirarli fuori e la spending review attuata a livello nazionale sulle Province questo non lo consente. Così il sistema non tiene”.
Un concetto, quello sui 28 milioni che mancano, ribadito con forza da Merola. “La matematica non è una opinione, i tagli previsti non rendono attuabile questo percorso. A Roma devono comprendere che qui la spending review l’abbiamo sempre fatta”. Il bilancio della Provincia di Bologna, ad esempio è di circa 150 milioni: la Legge di stabilità prevede tagli superiori a quella somma nei prossimi tre anni. Quanto al personale degli enti, a rischio esubero, “è interesse nostro ridurre il personale, perché le riforme si fanno per risparmiare e per semplificare. Nessuno vuole prorogare le Province”, sottolinea ancora Merola, “ma non puo” essere che si preveda una riduzione del personale nelle attuali Province e non ci siano provvedimenti per bloccare le assunzioni in altri enti dello Stato”. Insomma se da un lato “questo personale va ricollocato per non fare aumentare la disoccupazione” dall’altro “per essere coerenti si dovrebbe cominciare dai ministeri”, è il messaggio che parte dall’Emilia-Romagna. (DIRE)
