“La precarietà non ha una connotazione neutra ma colpisce maggiormente le donne”. E’ l’opinione di Eloisa Betti, assegnista di ricerca all’Università di Bologna. “Ben poco finora, tra le misure proposte dal Governo, riguarda l’occupazione femminile”. Sulla riforma del mercato del lavoro è partito il confronto tra esecutivo e parti sociali. Il ministro Fornero vorrebbe introdurre un contratto unico d’ingresso della durata di tre anni al termine del quale il lavoratore o la lavoratrice verrebbero assunti a tempo indeterminato. In cambio, in questi tre anni, verrebbe meno l’articolo 18.
Nell’attesa di capire come potrebbe impattare questo tipo di contratto sulle donne Betti pensa che si potrebbe partire dal ripristinare una legge cancellata dal governo Berlusconi : quella sulle dimissioni in bianco. Una riflessione in vista del convegno dell’ 11 e 12 febbraio organizzato dalle donne di Bologna di Se non ora quando: Vite, lavoro, non lavoro delle donne.
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