Riforma dei parchi: nascono le 5 macro aree

22 dic. – L’Assemblea Legislativa ha approvato la nuova riforma dei Parchi dell’Emilia Romagna che crea cinque nuove macroaree, accorpando le circa 130 realtà attuali, tra parchi, oasi, siti e aree protette.

La legge nasce dall’abolizione dei consorzi, previsto dal decreto milleproroghe del febbraio scorso e prevede anche la creazione del parco dello Stirone e del Piacentino e quella, che nascerà tra qualche mese, del parco fluviale del Secchia.

Le cinque macroaree sono state chiamate Emilia Occidentale, Emilia Orientale, Emilia Centrale, Delta del Po e Romagna ed interesseranno il 15% del territorio della regione, assorbendo 14 parchi regionali, due nazionali, 33 aree di riequilibrio ecologico e 153 siti Rete Natura 2000.

La legge è stata criticata dalle opposizioni, Pdl, Lega Nord , Udc e Movimento 5 Stelle, che hanno votato contro e che criticano il ritardo con cui la riforma è stata approvata e la mancanza di un percorso partecipato. Critiche arrivano anche dai responsabili dei parchi e dalle associazioni ambientaliste.

Il Wwf regionale lamenta che nessuna proposta da loro presentata è stata accolta e attacca duramente la legge che, scrivono in una nota, prevede “una suddivisione del territorio che non risponde a nessun criterio razionale, nessuna semplificazione gestionale, un aumento del caos amministrativo e, soprattutto, una dotazione di risorse largamente insufficiente”. Il Wwf prende ad esempio gli investimenti per i guardiaparco che saranno uno ogni 40.000 ettari di territorio protetto.

L’assessore all’ambiente Sabrina Freda difende la legge che permetterebbe di superare la frammentazione dei consorzi e conferma, nonostante i tagli, gli attuali investimenti: 6,5 milioni di euro.

 

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