Rifiuti. Bologna come Copenhagen?

11 nov. – Una scomparsa graduale dei raccoglitori di rifiuti e in seconda battuta un sistema di aspirazione di rifiuti che elimini anche le casse di raccolta interrate. E’ l’obiettivo dell’assessore Luciano Sita, che ha la delega alla Città storica. A Copenhagen questo sistema è già stato adottato, ma solo per «i rifiuti indifferenziati che poi andranno agli inceneritori», ha spiegato ai nostri microfoni Merete Krisoffersen, a capo del sistema di raccolta dei rifiuti del Comune di Copenhagen. Le buche in cui la spazzatura viene risucchiata si trovano dentro i palazzi o di fronte alle case; i rifiuti viaggiano verso un cassonetto centrale fino a 2 chilometri di distanza. Esistono 4 impianti di questo genere in tutta la città e consumano molta elettrcità. «E’ un sistema caro da costruire – spiega Krisofferesen – anche perché non lo facciamo noi ma i proprietari stessi» delle abitazioni servite, che preferiscono liberare le propie case dai contenitori della spazzatura; il Comune, invece, è responsabile solo della raccolta.

Dunque dalla Danimarca arrivano luci e ombre: si tratta di impianti cari, energivori e che a Bologna dovrebbero inoltre coprire tutto il centro. Chi si accollerà questi costi? Ai nostri microfoni, l’assessore Sita spiega che Hera sta cercando di «combinare l’applicazione di questa teconologia col risparmio energetico» e non esclude affatto l’intervento di privati attraverso il project financing. Si dovrà fare un bilancio costi-benefici, ma l’obiettivo è «liberare la città da raccoglitori di rifiuti e dal servizio quotidiano di centinaia di automezzi per la raccolta».

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