17 mar. – E’ stata confermata dalla Corte d’Assise d’Appello di Bologna la condanna a cinque anni e quattro mesi per Hossain Shazzad, colpevole di riduzione in schiavitù per aver fatto lavorare il cugino minorenne 15 ore al giorno nel suo negozio. L’uomo, che ora ha 39 anni ed è originario del Bangladesh, dal 2003 al 2008 picchiava e minacciava il ragazzo con un bastone, costringendolo a lavorare in clandestinità dalle 6 del mattino alle 21. Per le sue prestazioni non era nemmeno retribuito. Shazzad dovrà corrispondere 50.000 euro di provvisionale. Ora la vittima, che all’epoca dell’arrivo in Italia aveva dieci anni, ha diciassette anni e vive in una comunità. Le indagini erano partite dopo che un’acquirente aveva visto il commerciante inseguire e picchiare il ragazzino e aveva chiamato la Polizia. Questo processo è collegato ad un altro in cui sono imputati tre immigrati dal Bangladesh, accusati di intralcio alla giustizia. Nei giorni seguenti all’arresto di Shazzad, avevano offerto denaro al ragazzino perché ritrattasse.
