30 giu. – I nidi comunali a settembre non chiuderanno e non verranno affidati a gestioni esterne però non saranno più i nidi di eccellenza, come Bologna era abituata. L’accordo tra i sindacati confederali e l’assessore all’istruzione Marilena Pillati, raggiunto al termine della trattativa finita alle quattro di questa mattina, parte dal calo di risorse da parte del Governo e inserisce delle trasformazioni al modello educativo dei nidi: tra questi la trasformazione dei contratti a tempo determinato da full time a part time al 50% e un nuovo rapporto educatrici-bambini che lievita a una ogni sette bambini.
L’accordo, diffuso da Usb ma siglato solo da Cgil Cisl e Uil, se venisse firmato entrerebbe in vigore già da settembre, con la riapertura degli asili. “Un tempo troppo breve per cambiare modello educativo” lamentava un’educatrice durante l’incontro di due giorni fa tra il sindaco e l’assessore all’istruzione al nido Vestri. Il rapporto uno a sette è quello in vigore nel resto della Regione, mentre Bologna aveva sempre mantenuto l’eccellenza del rapporto uno a cinque. Tra le altre novità dell’accordo c’è anche il fatto che in quattro nidi sperimenteranno la preparazione dei pasti direttamente gestista dai collaboratori scolastici, non solo per i bambini ma anche per il resto del personale.
La Cgil sta sottoponendo l’accordo alle lavoratrici in un’assemblea in via San Felice. Domani si saprà se arriverà la firma definitiva.
Secondo Usb il Comune prepara la strada alla privatizzazione: nell’accordo si dice che non ci sarà nessun intervento nei nidi comunali di gestione esterna, ma aggiunge “fatta salva la verifica dei vincoli di bilancio e la sostenibilità finanziaria”.

