7 ott. – Si sono svolti questa mattina i primi tre interrogatori di garanzia nell’ambito dell’indagine sulla truffa al Servizio sanitario nazionale basata su prescrizioni di farmaci anti-tumorali a pazienti inconsapevoli o defunti. Il giudice per le indagini preliminari Mirko Margiocco ha ascoltato il farmacista Roberto Dall’Osso, l’informatore scientifico della Italfarmaco Daniele Naldi e la collaboratrice farmaceutica Milena Disteso, tutti agli arresti domiciliari, come altri 3 dei 49 indagati (di cui 37 medici) fra Bologna e la Romagna.
Il dottor Dall’Osso, titolare della Farmacia Lodi di via Andrea Costa, era «inconsapevole» che fossero «adulterate» le ricette in base a cui consegnava alla signora Milena Disteso i costosi farmaci prescritti da medici compiacenti – i quali, in cambio, avrebbero ricevuto in dono viaggi e prodotti elettronici. Così il suo legale, l’avvocato Daniele Bertaggia, spiega la posizione del farmacista, accusato di avere incassato indebitamente i rimborsi per migliaia di confezioni in realtà mai vendute, ma accumulate da Disteso nella propria casa – «all’insaputa del mio cliente», sottolinea il difensore del farmacista. Secondo il legale, Dall’Osso non avrebbe potuto sospettare che il volume dei propri affari fosse gonfiato dalle ricette false, perché il fatturato della Farmacia Lodi «nel 2008 è sceso a 2,2 milioni di euro, mentre era di 2,6 nel 2004, quando ne è diventato il titolare». L’avvocato Bertaggia spiega che Dall’Osso consegnava i farmaci alla sua ex collaboratrice Disteso, che gli era stata presentata dall’informatore scientifico Naldi.

