8 lug. – Avrebbero prescritto a ignari pazienti ricette false per farmaci molto costosi. Una cinquantina di medici, farmacisti e informatori scientifici sono indagati per truffa ai danni dello Stato e falso in certificazione sanitaria, alcuni di loro anche di associazione per delinquere finalizzata alla truffa.
Per anni l’Asl avrebbe liquidato le somme relative ad alcune farmacie che presentavano le richieste di rimborso con le prescrizioni e le fustelle tolte dalle scatole. Una procedura apparentemente regolare che, in realtà, ha gravato sulle casse del Servizio sanitario nazionale, fino al 2009, di centinaia di migliaia di euro non dovuti.
Secondo l’accusa, alcuni oncologi (che collaborano al Sant’Orsola, all’Ant e nelle Asl di Ferrara e Cento) avrebbero favorito i rappresentanti delle case farmaceutiche coi quali avevano contatti per essere messi al corrente delle ultime novità relative alle cure tumorali. E si sarebbero fatti dare i farmaci direttamente da loro, grazie e prescrizioni false, in modo da intascare gli incentivi messi a disposizione dalle ditte. La difesa replica: “I miei assistiti volevano soltanto agevolare i pazienti – dice l’avvocato Alessandro Armaroli – . Alcuni si sarebbero dovuti rivolgere alle Asl di provenienza, per poi tornare qui”.
Il fascicolo è stato avviato nel 2008 dal pm Enrico Cieri che qualche mese fa ha chiesto la proroga delle indagini affidate al Nas dei Carabinieri del capitano Sabato Simonetti.

