Il Rettore Dionigi: “Rinviamo al 5 ottobre l’inizio dell’anno accademico”

20 set. – Rinviare al prossimo 5 ottobre l’inizio dell’Anno Accademico. E’ questa la proposta che il Rettore Ivano Dionigi avanzerà in settimana durante una seduta straordinaria del Senato accademico. Lo ha detto stamattina ai 4 rappresentanti dei ricercatori.

Nel pomeriggio, erano circa 300 i ricercatori all’interno dell’aula 3 di Economia. Si erano dati appuntamento in Rettorato, per discutere su come proseguire la protesta contro il disegno di legge Gelmini, ma hanno dovuto spostarsi ad Economia perché l’aula era troppo piccola. Gli interventi sono stati una trentina, tutti molto critici nei confronti della proposta unilaterale di Dionigi. “Vogliamo una solidarietà vera, non un semplice rinvio di una settimana al termine di cui si farà come se niente fosse successo”, è l’opinione più diffusa, anche se di diverso parere è Loris Giorgini, uno dei 4 rappresentanti. “Il rettore compirà un atto politico molto forte. Noi saremo il primo ateneo d’Italia a lanciare un messaggio così chiaro di dissenso”. Intanto, tutte le facoltà presenti si sono dette disponibili a continuare la mobilitazione almeno fino a metà ottobre – quando si discuterà l’approvazione del ddl Gelmini – anche se con modalità diverse. Nonostante la linea generale sia quella dell’astensione dalla didattica, alcune Facoltà si dissociano. Succede a Giurisprudenza, che vuole partecipare alla contestazione, ma con modalità diverse, e a Lettere, dove la metà dei ricercatori non vuole rinunciare all’incarico. Diversa la situazione a Chimica industriale, dove addirittura il 100% dei ricercatori hanno rinunciato alla didattica. Stamattina sono andati in aula solo per spiegare le loro motivazioni agli studenti.

L’auspicio espresso al termine dell’assemblea è stato relativo a una forte unità nella protesta e a una maggiore partecipazione da parte dei professori associati e ordinari, oltreché a una sensibilizzazione verso gli studenti e la città di quanto sta succedendo.

A Roma, venerdì si sono riuniti i ricercatori della Rete 29 aprile. Dall’incontro è emersa un’unità di fondo da parte di tutti i ricercatori e le evidenti differenze tra ateneo ed ateneo. E sull’indisponibilità alla didattica hanno commentato che “è l’unica forma efficace, seppur molto dolorosa“.

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