27 set. – Un gene mutante bifronte: fino ad una certa quantità, nelle cellule tumorali, ne favorisce la diffusione. Al di sopra la inibisce. Un gruppo di giovani ricercatori dell‘Università di Bologna ha pubblicato il risultato dello studio su Cancer Research. L’effetto bivalente della mutazione genetica è stato studiato per tre anni ed è stato svelato anche il meccanismo con cui il gene mutato, se abbondante, può arrestare la crescita dei tumori.
Si apre così la strada a nuove terapie. “Abbiamo ricostruito il meccanismo biochimico con cui il gene interferisce nelle capacità delle cellule tumorali di creare nuovi vasi sanguigni, senza i quali non possono crescere e diffondersi”, ha spiegato Anna Maria Porcelli neo ricercatrice presso il dipartimento di Biologia dell’Università di Bologna, “se riusciamo a simulare per via farmacologica o genetica lo stesso effetto dell’onco-giano mutato possiamo quindi soffocare lo sviluppo dei tumori, bloccandone l’approvvigionamento dei ‘carburanti’ con cui crescono”.

