Ha raccolto 3000 firme per il testamento biologico, ora la Rete Laica lancia una richiesta al PD: discutere insieme le due proposte per il biotestamento. In occasione della consegna in segreteria comunale delle firme raccolte i rappresentanti dell’associazione Rete Laica chiedono ai consiglieri del PD una discussione congiunta per arrivare all’istituzione di un archivio comunale per le dichiarazioni anticipate di trattamento.
La proposta del Partito Democratico è stata presentata in commissione consiliare Affari Generali la scorsa settimana, con un ordine del giorno presentato da Sergio Lo Giudice e non si è ancora tradotta, a differenza di quella di Rete Laica, in una delibera.
Maurizio Cecconi, di Rete Laica, critica la proposta del PD che mostrerebbe delle forti analogie con la proposta del centrodestra in discussione in Parlamento. I punti critici sono tre: la rinuncia da parte del Comune di farsi esecutere testamentario, l’obbligo di rinnovo ogni 5 anni e la necessità della presenza del medico curante. Questi sarebbero solo degli intralci, secondo il portavoce dell’associazione, per l’esercizio del diritto individuale al testamento biologico.

