13 feb. – Raymond (detto Ray) Kurzweil è un personaggio assai particolare. Inventore, è stato uno dei pionieri dei sistemi OCR, i sistemi di riconoscimento ottico dei caratteri, Kurzweil è anche un saggista visionario e di successo. Interessato a ogni forma di sapere scientifico di frontiera, dall’intelligenza artificiale al transumanismo, Kurzweil nel suo libro più famoso La singolarità è vicina (Apogeo editore, 2008) ipotizza un futuro in cui l’evoluzione della nostra specie sia strettamente legata a quella tecnologica. Quello che Kurzweil immagina per noi, però è qualcosa di più di un cyborg, dell’integrazione dell’umano con parti meccaniche, concetto tanto caro alla fantascienza e alla riflessione filosofica d’avanguardia di qualche decennio fa; l’autore statunitense vede l’evoluzione del progresso scientifico come una valanga esponenziale in grado di imprimere una drammatica accelerazione anche all’evoluzione della nostra specie.
A Virginio Sala, curatore dell’edizione italiana di La singolarità è vicina, abbiamo chiesto di spiegarci proprio come possiamo inquadrare il concetto di “singolarità”. singolarita-02
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