Restano in carcere i poliziotti accusati di rapina

10 mar. – Restano alla Dozza i quattro poliziotti delle Volanti arrestati per aver rapinato alcuni spacciatori. La difesa aveva chiesto un’attenuazione delle misure cautelari, ma la decisione del Gip Alberto Ziroldi era scontata dopo che nell’interrogatorio di garanzia, giovedì, gli arrestati si erano avvalsi della facoltà di non rispondere.

La decisione è motivata con il pericolo di inquinamento delle prove e la possibile reiterazione del reato. Come aveva sostenuto la Procura nell’opporsi alla loro uscita dal carcere, i quattro potrebbero tornare a rapinare anche in futuro, perché chi compie rapine in divisa potrebbe farlo anche in borghese.

I tre poliziotti che ora sono al carcere della Dozza (Francesco Pace, Alessandro Pellicciotta e Valentino Andreani) hanno rinunciato alla possibilità, prevista per gli appartenenti alle forze dell’ordine, di un trasferimento nel carcere militare di Santa Maria a Vetere. Il quarto agente, Giovanni Neretti, è ancora ricoverato all’ospedale Sant’Orsola.

Sabato mattina il procuratore aggiunto Valter Giovannini ha convocato e ascoltato come persona informata dei fatti Eugenio Migliano, il sostituto commissario del commissariato Due Torri (in pensione da un mese) che nei mesi scorsi avrebbe avuto dei contatti con Pellicciotta. Migliano ha riferito di non sapere nulla delle rapine, né del decreto di sospensione dal servizio, di cui era in possesso il legale dei tre, privo di firma del questore e senza numero di protocollo. Ha spiegato invece di aver ricevuto da Pellicciotta confidenze in cui l’agente si diceva preoccupato dalla possibilità di essere incastrato da alcuni spacciatori. Intercettato all’uscita dalla Procura, l’ex sostituto commissario non ha voluto rispondere alle domande dei cronisti, negando di essere se stesso e fornendo loro un altro cognome.

L’obiettivo degli investigatori è continuare ad esaminare tutti gli spazi di ambiguità e capire se qualcuno, all’interno della questura, sapeva delle indagini e di quello che stava succedendo. Insomma, se ci siano state o meno fughe di notizie, prima dell’arresto dei quattro. Nei giorni scorsi, poi, dagli accertamenti sui conti correnti bancari dei quattro poliziotti era emersa una serie di piccoli versamenti in contanti protratti nel tempo. Si trattava di denaro versato in quantità diverse (100-300 euro) dai diversi indagati. Gli inquirenti mirano a capire se queste somme (non riconducibili allo stipendio che viene accreditato direttamente in banca) possano essere entrate giustificabili o meno, ed eventualmente se sono da collegare alle rapine. “Non c’é nulla – ha voluto chiarire l’avvocato Petix, che assiste Neretti – che non possa essere giustificato come normale movimento bancario di una famiglia”.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.