10 giu. – Il Tribunale del Riesame di Bologna ha respinto la richiesta di scarcerazione e Pierpaolo Pagliuso rimane alla dozza. Il poliziotto in forze alla questura di Bologna è stato arrestato un mese fa per spaccio e concussione. Per il tribunale Pagliuso deve restare in cella perché c’è il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. Inoltre, Pagliuso ha più volte “abusato della propria qualifica”, scrivono i giudici del Riesame, dimostra “un’inclinazione indiscriminata alla manipolazione della realtà” ed è “ostinatamente incline a negare anche l’evidenza“. Intanto, la pozione del poliziotto si è aggravata: Giovanni Di Tursi, uno degli altri indagati arrestati, ha vuotato il sacco davanti al pm Lorenzo Gestri, confermando tutte le accuse contro l’agente. E’ vero che forniva eroina a Pagliuso, ha detto De Tursi a Gestri; è vero che si erano messi d’accordo per dare una versione concorde (di fantasia) sulla boccetta di metadone trovata a casa del poliziotto, e, infine, è vero che Pagliuso aveva cercato di convincerlo ad addossarsi la responsabilità del metadone (questo perché De Tursi è tossicodipendente ed è iscritto al Sert).
