Resta in carcere il veterinario accusato di abusi su una ragazzina

16 mar. – Resta in carcere il veterinario di 41 anni accusato di aver abusato sessualmente di una tredicenne, figlia di un’amica. Il giudice per le indagini preliminari Marinella De Simone ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dal difensore dell’uomo, l’avvocato Enrico Caliendo. In base al decreto “anti-stupri” del governo, gli arresti domiciliari non sono più previsti per i casi di violenza sessuale. Il legale dell’accusato ricorrerà al Tribunale del Riesame, interrogandolo anche sulla legittimità costituzionale del contenuto del decreto. Se riterranno fondata la questione, i giudici del Riesame potrebbero decidere di rimettere gli atti alla Corte costituzionale.

Nell’inchiesta, condotta dal pubblico ministero Flavio Lazzarini, è indagata anche la mamma della ragazzina, nell’ipotesi che sia venuta meno al suo ruolo “di garanzia” nei confronti della figlia. La vicenda si è svolta in un paese della provincia ed è venuta alla luce dopo che la tredicenne, a settembre, ne ha parlato con un’insegnante.

Il pm Flavio Lazzarini, capo del pool che si occupa dei reati sessuali, ha illustrato la linea che la Procura di Bologna seguirà in applicazione del decreto “anti-stupri”:

– gli accusati di violenza sessuale che hanno ottenuto gli arresti domiciliari dovranno tornare in carcere;

potrebbe andare in carcere anche chi, accusato di violenza sessuale, non ci era mai andato, se l’accusa avesse motivo di credere che ci siano esigenze cautelari;

– per gli indagati gravati da misure minori come l’obbligo di presentazione o di firma, invece, la Procura valuterà il singolo caso.

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