Bologna, 13 mar. – Gli occupanti devono essere iscritti all’anagrafe della città dove vivono. Il Governo corregge, almeno in parte, il tiro del piano Casa che da un anno nega, con il celeberrimo articolo 5, la residenza a chi vive in un immobile occupato.
La circolare n°633 del 24 febbraio emanata dal Ministero dell’Interno inviata tutti i Comuni italiani ad iscrivere gli occupanti all’anagrafe attraverso la “via fittizia” come accade per le persone senza fissa dimora.
Lo rende noto l’associazione Avvocato di Strada che da subito aveva denunciato l’incostituzionalità del divieto, che priva le persone che vivono in occupazione di diritti civili come la sanità, la scuola, l’assistenza sociale, il voto, l’accesso al lavoro. Antonio Mumolo, presidente di Avvocato di Strada, chiama “toppa” questa marcia indietro del Governo, perché di fatto usa per gli occupanti uno strumento che è previsto per chi “vive all’aperto”.
Anche per l’assessore al welfare del Comune di Bologna Amelia Frascaroli questa decisione “rimedia solo in parte e con grave ritardo alle ferite che ha creato l’articolo 5 del Piano Casa”. Frascaroli sottolinea come si importante per le stesse amministrazioni comunali sapere quante e quali persone ci sono sul territorio e come sono formati i nuclei familiari.
“Resta però il gravissimo problema della possibilità del proprietario di staccare l’acqua agli occupanti” aggiunge l’assessore. E senza acqua sono da più di quattro mesi gli occupanti di via Mario de Maria, nonostante il tentativo di applicare lì, in via sperimentale un protocollo per l’utilizzo di stabili vuoti.
L’accordo tra proprietà e Comune c’è ma ci sono anche una serie di vincoli normativi che non permettono di farlo entrare in vigore. “Stiamo lottando con le unghie e con i denti” dice Frascaroli. E’ necessario l’intervento di una legge nazionale, l’amministrazione ha ricevuto già l’appoggio dal ministro Del Rio e nei prossimi giorni si saprà se questa sperimentazione sarà possibile oppure no.
“Entro una settimana” dice Frascaroli: “Bisogna che arriviamo in fondo, dobbiamo prendere una decisione. Se le ultime possibilità che stiamo mettendo a punto arriveranno ad una forma positiva ce la facciamo, altrimenti dobbiamo dire che non ce l’abbiamo fatta”.
“Un primo passo” commenta Fulvio Massarelli su Social Log sulla circolare del Ministero. “Una prima piccola vittoria per le mobilitazioni dei movimenti per il diritto alla casa, Abitare della crisi prima di tutto” rivendica l’attivista. A settembre molti bambini che abitano nelle occupazioni di Social Log in via De Maria, in Mura di Porta Galliera e all’ex Telecom di via Fioravanti si dovranno iscrivere a scuola e Massarelli annuncia che ci saranno nuove mobilitazioni perché questo diritto venga garantito: “Aumentare la lotta con ogni mezzo”.
13/03/2015


