Domenica sera è andato in onda su Report uno speciale su Bologna: “la città dei rancori”. La trasmissione è stata preceduta da apprensioni e polemiche. Lunedì 18 aprile, a caldo, abbiamo intervistato in diretta la conduttrice del programma Milena Gabanelli e l’autore del reportage Alberto Nerazzini.
Gabanelli e Nerazzini hanno risposto anche alle domande e alle considerazione degli ascoltatori: come era ovvio a Bologna il quadro tracciato da Report ha diviso. C’è a chi è piaciuto e c’è chi si è avvilito, c’è chi si aspettava di più, e chi ha segnalato altri temi non toccati dal servizio. Non potevano mancare anche le accuse per aver parlato di questo e non di quello, di quel candidato e non dell’altro: un dibattito che sta particolarmente fiorendo su FB, anche nelle pagine dei candidati.
Ecco la registrazione integrale della trasmissione: Report_ 18-04-11_sito
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4 commenti
e non hanno parlato della Fortitudo basket, del gruppo Delta, del Banco Emiliano Romagnolo, moto Morini …
http://www.youtube.com/watch?v=ltf30HEpcg8
http://www.youtube.com/watch?v=YtO-0qGDEZ8
Caro Paolo,
Più la delusione della sorpresa guardando Report, di certo la miglior trasmissione giornalistica del paese.
Ma sono molti i temi non toccati, forse per ragione di tempo, forse per la scelta editoriale di tracciare un quadro della storia recente della città, magari ignota al resto d’Italia, ma peraltro ben conosciuta dai bolognesi.
Si poteva dire di più delle coop non più rosse, ma ormai arcobaleno, si poteva parlare dell’Università e della Sanità, come si poteva parlare di certe famiglie bolognesi dove comandavano i nonni, comandavano i padri, e oggi passano lo scettro ai figli, spesso incapaci, in questa città medioevale e immutabile.
Si poteva parlare della case degli Enti, e del diritto alla privacy degli inquilini e condomini. Si poteva parlare della cementificazione, unica vera industria rimasta a far girare i soldi veri.
Si poteva parlare un po’ di più delle Fondazioni, per vedere cosa fa chi siede nei Consigli di Amministrazione, per poi magari arrivare all’assetto dei gruppi bancari.
E ancora si poteva parlare della Chiesa, della Fiera, di quegli straordinariamente intricati assetti societari che fanno capo a via Rivani, o di quel sistema di cooptazione come modello di selezione dei quadri dirigenti tanto caro al paese e da sempre in voga in città.
Non se ne è parlato. Vabbè. Forse è meglio così. Di certo, i padroni del vapore ringraziano.
Ginger
Da non bolognese – ma appartenente al cosiddetto hinterland – nutro un profondissimo malessere nel vedere come i ‘comuni rossi’, e cioè quelli a guida PD, siano lontanissimi anni luce dalla realtà. Addirittura nell’associazionismo, tutti ben saldi nella convinzione che solo le strutture organizzate e benedette dal partito abbiano spazio e risorse per muoversi: le altre, o i singoli, si arrangino. Una nota per Report: certo, l’ANT ha innumerevoli volontari; ma non dimentichiamo Pannuti come assessore alla sanità del Guazza…
Tra tutte le cose dette, e non dette, nella trasmissione Report di ieri sera, balza agli occhi una cosa, per me importante, ossia la capacità da parte della classe politica dirigente, di prendere decisioni non solo sbagliate dal punto di vista tecnico, economico e persino procedurale, ma inutili e inadatte a risolvere quei problemi a cui sono state prese, gli esempi sono copiosi, e vanno dal Civis al people movie, da Sirio a Rita, dalla cementificazione superiore alla domanda, e tante altre ancora, ma questo accade perché la politica non riesce a fare progetti che non siano di breve respiro, così da non mettere in pericolo l’elezione a una qualche carica, motivo, la carriera politica come un lavoro, l’importante è fare carriera, e per farla non bisogna scontentare nessuno, salvo i cittadini, ma si sa questi non contano nulla.