Renzi incanta la Festa de l’Unità. “Mi sono candidato per restituirvi il partito”

Renzi

2 set. – “Non mi sono candidato per prendere il partito. Io mi sono candidato per restituirvi il partito“. Ha concluso così Matteo Renzi il suo discorso davanti alle migliaia di persone (ben oltre 5 mila) che hanno invaso il cortile centrale della Festa de l’Unità di Bologna. Un discorso “di sinistra”, dicono in molti, anche i più scettici; “per la prima volta ha fatto proposte concrete” dicono altri, bersaniani delusi che al prossimo congresso voteranno il sindaco di Firenze. 

I posti a sedere sotto il tendone della sala dibattiti erano già tutti occupati alle 19. Alle 21.10, quando il sindaco scende dall’auto, ad accoglierlo ci sono i vertici locali: il segretario Raffaele Donini, il responsabile organizzativo Lele Roveri e il responsabile del programma Marco Macciantelli. Intanto nella piazza la gente aspetta e un’ovazione accoglie Renzi al suo ingresso sul palco, sulle note di “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang” di Jovanotti.

Si appella alla Costituzione, usa più volte l’avverbio “concretamente” e avanza 5 proposte “per alimentare la discussione congressuale” su lavoro, riforma del fisco, del federalismo e del partito. “Parliamo di temi concreti” dice il sindaco di Firenze che propone di agire sulle pensioni d’oro, quelle retributive. “Questa è una cosa di sinistra” commenta un consigliere regionale. “Sta facendo un gol dopo l’altro” gli fa eco un altro inquilino di Viale Aldo Moro.

“Credo che sia venuta la sua ora” dice l’ex segretario regionale del Ds Roberto Montanari; “ho molto apprezzato il suo discorso” dice l’attuale segretario regionale democratico Stefano Bonaccini.

In platea, oltre al neo renziano Virginio Merola, tutti i dirigenti locali del partito, molti gli assessori comunali: non tutti sono “convertiti” al nuovo corso, ma tutti sono incuriositi. I cuperliani, alla fine, non nascondono la preoccupazione: “Era prevedibile che si sarebbe spostato a sinistra” dice Claudio Mazzanti che comunque ribadisce “non mi convince”.

La gente comune, invece, sembra già convinta: “Dovevano capirlo prima” dice un anziano allontanandosi; “Avevo votato Bersani – dice un trentenne – ora però oltre Renzi non c’è nulla”.

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