Reintegrata dopo un “licenziamento economico”

20 nov. – Per la seconda volta in un mese il Tribunale di Bologna emette una sentenza, a favore della Cgil, che “smonta” la legge Fornero. Si tratta del caso di una donna di 57anni, da 20 dipendente part time della catena Ricci Casa. A seguito della chiusura del punto vendita Mobdì di Anzola, si era vista imporre, per mantenere l’impiego, un trasferimento a Modena e il passaggio ad un tempo pieno, sabato e domenica compresi. Di fronte al suo rifiuto è arrivato il licenziamento, da lei impugnato.

Il giudice le ha dato ragione in base ad un decreto del 2000, che esclude il rifiuto del passaggio da part time a full time come giustificato motivo di licenziamento. Il giudice ha scritto che “la manifesta violazione di tale norma integrale il motivo illecito nonché il carattere ritorsivo“, quindi discriminatorio e quindi ne ha deciso il reintegro.

Secondo l’avvocato Alberto Piccinini, che ha seguito la causa, queste sono le prime sentenze a seguito dell’introduzione della legge Fornero.

Un “monito per chi, di questi tempi, sta approfittando della situazione di crisi per liberarsi di dipendenti più o meno scomodi” scrive la Cgil nel suo comunicato, in cui sottolinea anche un preoccupante aumento dei licenziamenti individuali per “motivi economici“, quelli che, secondo la legge Fornero, di fronte a fatti “non manifestamente inconsistenti” prevede indennizzo di 24 mensilità, invece che il reintegro.

 

 

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