Registro unioni civili. Il Pd si spacca ancora

17 luglio – L’Assemblea regionale dell’Emilia-Romagna chiede alla Giunta regionale di sollecitare “una legge statale che disciplini in modo organico l’istituto delle unioni civili, compresa la costituzione in ogni Comune di un registro delle unioni civili, al quale le persone possano accedere affinché la propria convivenza sia riconosciuta a livello ordinamentale e sia assoggettata ad una puntuale regolamentazione giuridica”.

Presentata da Liana Barbati (Idv), emendata da Franco Grillini e sottoscritta anche dalla socialista Rita Moriconi, da Fds, M5S e Sel-Verdi. Votano a favore anche i democratici, ma sia i renziani Pd Damiano Zoffoli e Giuseppe Pagani, sia i cattolici del Pd (Gabriele Ferrari e Marco Barbieri) sono usciti dall’aula sia per la discussione sia al momento del voto. Eccezione il renziano Giuseppe Paruolo, che si è astenuto e che si è dichiarato “a disagio” di fronte alla proposta dei dipietristi, “perché affrontiamo un tema importante come la famiglia e il matrimonio a spizzichi e bocconi. Ci si dovrebbe chiedere che senso sociale diamo al matrimonio, se lo Stato lo riconosce davvero”. La seconda spaccatura in due giorni, dopo i dissidi in casa democratica sulla questione delle armi ai vigili urbani fuori servizio. “Noi e loro parliamo due lingue differenti”, commenta Liana Barbati dell’Italia dei Valori.

Con il registro delle unioni civili, continua Paruolo, “creiamo una sorta di matrimonio di serie B”. E in ogni caso, insiste Paruolo, “chi sceglie di non sposarsi di solito non vuole alcun vincolo, quindi non capisco perché fare il registro”. Tutto il resto del Pd, invece, vota compatto a favore, come spiegano Thomas Casadei e Roberto Montanari. “Non capisco la paura di Paruolo”, punge Monica Donini (Fds). Il centrodestra, invece, esce in blocco dall’aula al momento del voto, pur dichiarando, per bocca del leghista Roberto Corradi, la propria contrarieta” alla risoluzione.

 

Questo il testo della risoluzione presentata dall’Idv:

[…] invita la giunta regionale e l’Assessore competente a:
– attivarsi affinché si pervenga all’approvazione di una legge statale che disciplini in modo organico l’istituto delle unioni civili, ivi compresa la costituzione presso ogni comune del “registro delle unioni civili”, quale istituto a cui persone dello stesso sesso ovvero di sesso diverso possono accedere affinché la propria convivenza sia riconosciuta a livello ordinamentale e sia assoggettata ad una puntuale regolamentazione giuridica.

– aderire alla rete Ready contro le discriminazioni, al fine di promuovere le politiche di contrasto alle discriminazioni stesse e sostenere l’istituzione dei registri locali anche prima dell’approvazione di una legge nazionale.

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