Bologna, 16 apr. – Informatori contro la corruzione. La Regione Emilia Romagna mette in piedi un sistema per favorire le segnalazioni di corruzione e mala amministrazione, un canale protetto dove i testimoni di illeciti possono fare le loro segnalazioni a viale Aldo Moro. E’ istituita di fatto la figura del “whistleblower“, “segnalatore” o “informatore”.
In una comunicazione ai dipendenti di viale Aldo Moro si fa l’esempio di Frank Serpico, il poliziotto che negli anni ’60 denuncio” un giro diffuso di corruzione nella Polizia di New York. “Serpico“, è infatti anche l’acronimo di Servizi per il contribuente, il sistema di controllo fiscale elettronico che permette di incrociare le informazioni dei singoli contribuenti e che è utilizzato per arginare l’evasione fiscale.
Il Piano triennale di prevenzione della corruzione, approvato dalla Giunta Errani nel gennaio scorso, prevede dunque di attivare canali di comunicazione dedicati appunto a chi segnala illeciti (corruzione e cattiva amministrazione a danno dei cittadini), sia dall’interno che dall’esterno della Regione. Sarà tutelata l’anonimato e, in particolare, il segnalatore interno sarà protetto da ritorsioni o segnalazioni.
Non esiste una lista precisa di reati, mal ‘oggetto delle “soffiate” dovrà riguardare comportamenti, rischi, reati o irregolarità a danno dell’interesse pubblico. Sono quindi escluse lamentele di carattere personale verso colleghi e superiori. “Risulta comunque indispensabile che la denuncia presentata dal segnalante sia circostanziata- si legge nel provvedimento- riguardi fatti riscontrabili e conosciuti direttamente dal denunciante e non riportati o riferiti da altri soggetti nonché contenga tutte le informazioni e i dati per individuare inequivocabilmente gli autori della condotta illecita”. Il responsabile anticorruzione ha 60 giorni di tempo, da quando ha ricevuto la soffiata, per verificare la segnalazione e prendere provvedimenti (compresa la denuncia all’autorità giudiziaria o alla Corte dei conti per i fatti più gravi).

