Fischietti sotto la Regione perché la Titan non chiuda

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Bologna, 31 ott. – Il presidio dello stabilimento Titan di Crespellano rimane. Nel primo pomeriggio si è chiuso dopo 6 ore il primo appuntamento del tavolo di crisi in Regione sulla sorte dello stabilimento in Valsamoggia. Con fischietti e tamburi suonati di continuo, gli operai, in sciopero per 8 ore, lo hanno seguito sotto le torri di viale Aldo Moro, mentre una piccola delegazione è rimasta a controllare i macchinari e i materiali nella fabbrica occupata, dove durante il giorno si lavora a ritmi ridotti.

Ad un certo punto la vicepresidente uscente Simonetta Saliera, e capolista per il Pd alle prossime regionali si era presentata fuori dall’edificio della regione per dire che “al momento è tutto sospeso”, facendo intuire che i licenziamenti potevano essere stati messi in stand by. Nulla di tutto questo. Oltre alla rassicurazione che l’azienda pagherà la normale retribuzione di ottobre, i rappresentanti sindacali incassano l’impegno a trovare una soluzione condivisa, come è scritto nel verbale di riunione (vedi foto sotto), ma “la trattativa è ancora in salita“, dice Michele Bulgarelli di Fiom-Cgil, spiegando che la controparte ha confermato la procedura di mobilità per tutti i 186 lavoratori.

“E’ stato fatto un passo in avanti. L’azienda ha convenuto di avviare un approfondimento sin da subito per trovare soluzioni per tutti i lavoratori del sito di Bologna”, aveva dichiarato la vicepresidente della Regione Simonetta Saliera uscendo dall’incontro.

Nel tardo pomeriggio ci sarà una nuova assemblea dei lavoratori, per decidere come proseguire la lotta. Gli incontri sindacali potrebbero infatti partire dalla prossima settimana, prima di un nuovo confronto in Regione.

“Ci sono famiglie che finirebbero in mezzo ad una strada” spiegavano stamattina al presidio i lavoratori ai microfoni di Benedetta Aledda.

      Collegamento con presidio Titan

“Staremo a vedere cosa succederà- dice un operaio- la preoccupazione c’è. Noi siamo un’eccellenza, facciamo freni per trattori che costano 200.000 euro, quanto una Lamborghini, e l’azienda cosa fa? Decide di fare i freni in Cina, marchiandoli però come se venissero fatti qui…”.

Già in mattinata dal tavolo di trattativa il segretario regionale della Fiom-Cgil, Bruno Papignani, aveva fatto sapere via facebook di aver ottenuto questo risultato: “che l’azienda paghi la normale retribuzione di ottobre, smentendo voci diverse. Questa come premessa per poter iniziare l’incontro. Verrà pagata per intero”.

titan verbale

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