Regione. L’assessore alla sanità indagato. La Procura: “Accertamenti doverosi”

Bologna, 26 nov. – Carlo Lusenti indagato dalla Procura di Bologna per falso. Insieme all’assessore regionale alla Sanità è stato iscritto nel registro degli indagati, con la stessa accusa, anche il direttore generale dell’assessorato. La notizia arriva oggi, dopo che i Nas, insieme alla pm Morena Plazzi, sono andati nei suoi uffici per acquisire le carte relative al caso Hesperia. In una nota, Lusenti si mostra tranquillo sul suo operato e si scaglia contro chi ha puntato il dito: l’acquisizione degli atti è “un atto doveroso e ci permetterà di chiarire definitivamente quanto piu’ volte ribadito. Ma chi ci ha rivolto queste irricevibili e diffamanti accuse dovrà risponderne nelle sedi opportune”.

Il caso Hesperia, una clinica privata di Modena, è esploso quest’estate quando i legali del gruppo hanno ipotizzato abuso d’ufficio, concussione e violenza privata aggravata in una denuncia presentata a Roma e poi girata alla Procura di Bologna contro il presidente della Regione, Vasco Errani, Lusenti e il dg Tiziano Carradori. Coinvolte anche altre tre case di cura private: Villa Torri a Bologna, Villa Salus Hospital a Reggio Emilia e Maria Cecilia Hospital a Ravenna, tutte di proprietà del gruppo Sansavini. Queste, insieme a Hesperia, ricevono i fondi regionali: 59 milioni di euro l’anno, di cui 42 per il gruppo Sansavini e 17 per la clinica modenese. Secondo i legali di Hesperia “nel corso degli ultimi sette anni la Regione avrebbe costantemente acquistato da Salus e Villa Torri circa il doppio delle prestazioni che queste strutture riuscivano ad erogare, attribuendo quindi loro un budget doppio rispetto al fatturato che producevano”. La Procura ora ha deciso di vederci chiaro in quanto denunciato dalla casa di cura: “Si tratta- dice il procuratore aggiunto Valter Giovannini- di accertamenti preliminari doverosi che si basano su una denuncia dettagliata”.

“Sappiamo – commenta Lusenti – che si tratta di un atto dovuto ed eravamo serenamente in attesa di questa doverosa richiesta che ci permetterà di chiarire definitivamente quanto più volte ribadito pubblicamente, anche davanti all’Assemblea legislativa regionale: e cioè che tutto quanto contestato dai querelanti è falso, oltre che gravemente diffamatorio. E che di queste calunnie, chi ci ha rivolto queste irricevibili accuse, dovrà rispondere nelle sedi opportune”. Dunque, “ripetiamo ancora una volta che la Regione Emilia-Romagna non attribuisce budget alle singole case di cura accreditate, né compra prestazioni da un ospedale privato piuttosto che da un altro. Le nostre procedure sono chiare e trasparenti: esiste un budget complessivo stanziato dalla Regione, che viene definito per tipologia di prestazioni da produrre in base al fabbisogno.Tutto il resto é falso, come sarà facilmente appurabile”, conclude Lusenti (Dire).

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