Bologna, 5 nov. – Il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani difende a spada tratta l’ente che governa da 14 anni. “Non si può mettere l’istituzione Regione Emilia Romagna nel frullatore” dice il governatore rivendicando le scelte di buon governo e il livello dei servizi raggiunto in regione. E in merito all’inchiesta sui rimborsi che ha portato alle dimissioni di Marco Monari da capogruppo del Pd, Errani rivendica il lavoro fatto in questi ultimi anni sul fronte del taglio dei costi della politica e dice: “Tutto ciò di cui si discute, pranzi, cene non sono più possibili“. E questo, secondo Errani, grazie ad interventi legislativi che hanno cambiato le regole: “Credo che la Regione Emilia Romagna – prosegue Errani – sia stata protagonista di questo lavoro che è confluito in un decreto del Governo richiesto dalle Regioni”.
Esprimendo fiducia e rispetto nella Magistratura, che sta spulciando le spese fatte dai consiglieri tra il giugno 2010 e il dicembre 2011, Errani si è detto convinto che “emergerà la regolarità del lavoro fatto”. Ma in caso contrario, assicura Errani, “ciascuno si assumerà le proprie responsabilità, come sempre, come è giusto“. Nel merito Errani non vuole commentare le indiscrezioni che trapelano sulle spese per le cene, ma ribadisce: “C’erano delle regole, e ciò che è stato fatto va verificato rispetto a quelle regole”. “Dopo di che – aggiunge Errani – le abbiamo cambiate perché per primi abbiamo detto ‘quelle regole non sono adeguate'”.
E proprio sulle spese “oggi non più permesse” ogni giorno arrivano nuove notizie. Dopo le cene dei capigruppo di Pd e Pdl e i viaggi a Venezia e ad Amalfi rimborsati con i soldi della Regione, è ora il turno del conto del Natale 2010.
In particolare il Pd ha messo a rimborso 8.000 euro di agendine, spumante, aceto balsamico, Parmigiano Reggiano, zamponi e panettoni. Per il Pdl la cifra è 3.000 euro, in libri e agendine. Per la Lega Nord, 800 euro in panettoni. Il gruppo Sel-Verdi ha invece registrato 2.200 euro in omaggi e ‘buoni regalo istituzionali’. L’Udc, 1.000 euro in generi alimentari e vini. La notizia è stata commentata da Gian Guido Naldi, capogruppo di Sel. “I regali ai dipendenti sono una pratica abituale che ogni azienda fa a Natale – ha detto Naldi – Tutte le spese sono state approvate dai revisori, non mi sento certo un criminale per questo”. Tra le voci messe a rimborso dai consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna emerge anche, a nome di Marco Monari, l’ex capogruppo del Pd che domenica ha dato le dimissioni dall’incarico, una penna dal valore di 500 euro. Non ci sono, sul punto, informazioni sullo scopo dell’acquisto e sull’utilizzo che è stato fatto dell’oggetto. Risale invece a ottobre 2010 una voce di spesa attribuita al consigliere del Pdl, Andrea Pollastri, di 500 euro per un rinfresco a Piacenza in occasione di una visita di Luigi Casero, all’epoca sottosegretario. E’ di maggio 2011 invece l’acquisto e il rimborso per 300 euro chiesto dall’allora capogruppo Pdl Luigi Villani per un non meglio specificato regalo ad un parlamentare del partito, a un’iniziativa a Fidenza.


