Bologna, 10 set. – Roberto Balzani, candidato Pd alle primarie del centro sinistra per la guida della coalizione in Emilia Romagna, è pronto a fare il diavolo a quattro nel caso la consultazione venisse bloccata da Roma. Dopo il ritiro di Matteo Richetti e la notizia dell’indagine a carico del segretario regionale, e altro primarista, Stefano Bonaccini, è stata ventilata da più parti l’ipotesi che da Roma il segretario nazionale Matteo Renzi volesse risolvere la questione, il “bel casino” delle primarie d’Emilia, indicando qualcuno come candidato unico, congelando le primarie.
“Io non vedo perché l’unico in regola con tutti i crismi delal competizione debba essere fatto fuori– dice ai nostri microfoni Balzani-. Questo mi sembrerebbe una cosa abbastanza bizzarra. Vorrebbe dire che il mondo va alla rovescia”. Lui, ex sindaco di Forlì, molto critico con il governo di Vasco Errani, è in corsa e ci rimane. “Se queste sono le condizioni non mi ritiro”.
Balzani non esclude nemmeno di ricorrere alle vie legali se gli venisse tolta la possibilità di correre per le primarie. E oltre tutto, si riserva anche, in questo caso, di riunire i suoi e decidere poi come proseguire. Insomma, se il Partito calasse da Roma il famoso briscolone, Balzani non esclude di candidarsi con una propria lista autonoma alle elezioni di novembre. L’ex sindaco di Forlì non lo dice esplicitamente, ma lo lascia intendere. Di certo non ci sta a farsi mettere da parte.
Il messaggio a Bonaccini è chiaro: “C’è una competizione in corso, credo che il partito debba rispettare le regole che si è dato. Se non le rispetta, succede un gran casino”. Secondo Balzani, quindi, il candidato calato da Roma (sui giornali si parla di Graziano Delrio, Giuliano Poletti e Daniele Manca) potrebbe sollevare un polverone ancora più alto. E pericoloso. “In questo mondo di matti però non si può mai sapere” chiosa l’ex sindaco di Forlì.

