Bologna, 6 nov. – Quattro domande laiche, “tutte su temi concreti e di competenza regionale”. L’Uaar, l’unione atei agnostici razionalisti, pone 4 domande ai candidati presidenti che si sfideranno il prossimo 23 novembre per le elezioni regionali in Emilia-Romagna.
L’Uaar chiede ai candidati di seguire la Toscana nell’inserire nel fascicolo sanitario elettronico le cosiddette “Dichiarazioni Anticipate di Trattamento“, e cioè quali terapie seguire e quali rifiutare in caso di condizioni d’incapacità di esprimere il consenso alle cure per lesioni cerebrali irreversibili o invalidanti. Altro tema quello del finanziamento pubblico, anche se indiretto, alla Chiesa Cattolica. L’Uaar chiede ai candidati di esperimersi sul taglio dei finanziamenti all’edilizia di culto attraverso gli oneri di urbanizzazione secondarie, così come chiede il taglio dei contributi che l’Ausl ogni anno destina all’assistenza religiosa negli ospedali. Infine c’è il tema dell’obiezione di coscienza dei medici in materia di interruzione volontaria di gravidanza. “A 36 anni di distanza l’obiezione selvaggia lede la salute e l’autodeterminazione delle donne”.
Ne abbiamo parlato con Roberto Grendene dell’Uaar di Bologna.

