Regionale Prato-Bologna “come un carro bestiame”

Bologna, 4 nov. – Ammassati uno sopra l’altro e costretti a stare in piedi per oltre due ore. La prima in attesa di una partenza che non arriva mai, la seconda per il viaggio vero e proprio. E’ quanto capitato ai passeggeri del regionale 6548 Prato-Bologna delle 17,35 di domenica. Partito con oltre 70 minuti di ritardo perché “troppo carico” e arrivo a Bologna alle 20. Non solo: la fine del ponte e il Lucca Comics hanno provocato il tutto esaurito sui treni prenotabili. Risultato: passeggeri intrappolati nelle 4 carrozze, con i corridoi ostruiti da valige e persone. “Mai vista una cosa così, siamo per caso su di un carro bestiame?”, si chiede sarcasticamente un giovane passeggero.

 

Inutile chiedere informazioni o aiuto: il personale di Trenitalia scompare dal binario poco dopo le 17.40 mentre gli altoparlanti della stazione continuano a dare per immnente la partenza. E così chi è sul treno non vuole scendere – “perché sta per partire, non sente gli annunci?” – e chi è rimasto a terra, e sono a decine, tenta in ogni modo di trovare uno spazio per montare in carrozza, ma viene respinto anche in malo modo da chi non ne vuole sapere di stringersi ancora di più. “Guardi che non posso salire sul tetto, non siamo delle bestie”, sbotta un ragazzo schiacciato contro una parete.


Inutile chiamare il servizio assistenza al numero verde (a pagamento) di Trenitalia. “Qui mi dice che è già passato da Prato”, dice un’operatrice evidentemente informata male dal sistema informatico aziendale. Le uniche informazioni arrivano col passa parola. “Il capotreno si è rinchiuso nella cabina e dice di non voler prendersi la responsabilità di partire con tutta questa gente ammassata”, spiega una signora di 60 anni dopo una telefonata fatta ad un’amica due vagoni più avanti. La stessa signora alla fine scenderà dal convoglio per prendere assieme ad altri un taxi collettivo. “Il taxista ci ha chiesto 25 euro a testa, ma io ho una coincidenza da prendere”, spiega. C’è anche chi sta male, e tenta con estrema difficoltà di raggiungere un bagno. Alla fine, con un ritardo di oltre 70 minuti, il regionale riesce a partire ma solo dopo aver perso un po’ di passeggeri, convinti a restare a terra dell’annuncio di un bus sostitutivo diffuso in stazione. I pochi spazi così liberati si riempiono però in poche fermate, e poco prima di Bologna, alla stazione di Vado-Monzuno, due signore rinunciano a salire.

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