Referendum sui fondi alle materne private: è scontro

11 apr.- Sono nati più fronti di scontro sul referendum che il 26 maggio chiederà ai bolognesi di esprimersi sui finanziamenti comunali alle scuole materne private. Votando l’opzione A, quella sostenuta dal comitato Articolo33, si propone di abolirli, votando quella B si chiede di confermarli. Il primo fronte riguarda il ruolo del sindaco Virginio Merola che in questi giorni è impegnato nel tour dei quartieri con l’assessore Marilena Pillati per sostenere l’opzione confermativa. L’arbitro non può essere il capitano di una delle due squadre scrive Wu Ming via twitter sottolineando che Merola dovrebbe essere il garante del referendum. Il sindaco, sempre via twitter, risponde che non sta facendo propaganda ma “ha un’opinione sul quesito e ritiene importante che i cittadini la conoscano”.

L’assessore Matteo Lepore è intervenuto su Facebook a supporto del sindaco e non ha risparmiato una frecciata ai referendari che hanno promosso l’appello per abolire i fondi che sta raccogliendo le firme di molti intellettuali e politici anche al di fuori di Bologna. Tra le ultime firme quelle di Fausto Bertinotti, Daniele Silvestri, Carlo Freccero, Valerio Evangelisti. Per Lepore sono persone che hanno firmato in buona fede pensando di difendere la scuola pubblica ma sono come dei “marziani” perché non sanno che Bologna è un avamposto della scuola pubblica anche grazie al sistema integrato.

Contrario a portare il confronto ad un livello nazionale il responsabile dell’organizzazione del Pd Bologna Raffaele Persiano che stoppa il collettivo Wu Ming dicendo: “Evidentemente sono bravi a scrivere libri, ma meno bravi a leggere i regolamenti“.

Da parte loro i referendari del comitato articolo33 hanno pubblicato il decalogo delle bugie che, a loro avviso, Curia, Pd, Pdl, Lega Nord stanno dicendo sul sistema integrato pubblico privato. Un documento con molti dati che svelerebbero come, ad esempio, prima dell’erogazione dei fondi comunali la percentuale di iscritti era anche superiore rispetto ad oggi 24% invece del 22%. Bimbi immigrati e disabili inoltre sono l’assoluta minoranza nelle scuole paritarie: gli alunni stranieri sono 80 nelle private rispetto ai 1595 delle pubbliche, i disabili 6 a fronte di 145. Leggi il decalogo BcomeBugieDef

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