29 giu. – Dopo che il Comitato dei Garanti aveva parlato di “forti pressioni” in merito alla decisione sull’ammissibilità del referendum che chiede al Comune di Bologna di eliminare i finanziamenti alle scuole private paritarie, ora tocca ai promotori del quesito, il Comitato Articolo 33. Comitato che parla di un dibattito “politico invece che tecnico come dovrebbe essere” e che giudica “gravissima la denuncia di pressioni politiche verso i Garanti” e chiede a Simona Lembi, presidente del Consiglio comunale, che sia tutelata l’indipendenza del Comitato dei Garantiti, “organo terzo e indipendente”.
Maurizio Cecconi, portavoce dei referendari, ha denunciato il “mancato ricevimento di copia di tutte le memorie presentate al Comitato dei Garanti“. “In questo modo – ha spiegato – ci viene impedito di presentare le eventuali controdeduzioni e si ledono i nostri diritti“. Cecconi ha spiegato come la Segreteria generale del Comune non abbia ancora fornito ai referendari una copia della memoria anti referendum di Valentina Castaldini (Pdl), presidente della Commissione affari istituzionali del Comune che aveva promesso di fermare il referendum. Un intoppo burocratico di accesso ai documenti che però, spiegano i referendari, ha ricadute politiche visto che i Garanti decideranno in base anche alla memoria di Castaldini e che, senza vederla, “non è possibile presentare eventuali controdeduzioni”.
Il Comitato ha ricordato come l’ordinanza che imponeva una decisione in merito all’ammissibilità del referendum, poneva i promotori in “condizione di piena parità col Comitato dei garanti, in quanto titolari di una situazione soggettiva volta alla realizzazione del diritto politico dei cittadini elettori”.

