Referendum. Scontro tra Pd e M5S

10 mag.- Scontro tra il Pd e il M5S sul referendum sui finanziamenti alle scuole dell’infanzia private. Oggi il M5S ha fatto sapere che la senatrice Michela Montevecchi ha presentato un’interrogazione urgente in parlamento sul referendum. I grillini bolognesi sono schierati con l’opzione A, quella che vorrebbe abolire i finanziamenti, e sono contro il trasferimento delle insegnanti di scuola d’infanzia e dei nidi nelle Asp. Ma presto è arrivata la replica dei democratici. La responsabile scuola del Pd Graziella Giorgi e il responsabile del forum scuola Davide Ferrari hanno ricordato che a Parma il sindaco grillino Federico Pizzarotti finanzia le scuole private portando avanti il sistema integrato
Il sindaco Virginio Merola è entrato  ancora di più nella contesa referendaria e in un’intervista rilasciata al Corriere di Bologna ha spiegato che dal voto del 26 maggio dovrà arrivare la riscossa civile e politica del Pd. “Chi vuole abolire i contributi alle scuole private è un estremista conservatore – ha spiegato il sindaco – sono posizioni che vanno battute per affermare un’idea moderna della sinistra e della scuola”. Il comitato Articolo33 ha risposto che il referednum “Non è un banco di prova per chiamare alle armi gli elettori di un partito, ma al contrario è una occasione per avere chiarezza su come la pensino i cittadini”.

E oggi pomeriggio al convegno sull’unificazione delle Asp che ha visto la partecipazione di assessori di Bologna, Milano e Firenze c’è stato il blitz degli attivisti dei sindacati di base Usb e Cub. Gli attivisti hanno spiegato al megafono le loro ragioni, l’Asp sarà un passaggio per esternalizzare i servizi, e interrotto più volte gli interventi degli assessori. Tanto che ad un certo punto il presidente dell’ASP Giovanni XXIII è sbottato dando degli “isterici” ai manifestanti. Alla presidente del consiglio comunale Simona Lembi non è piaciuta la parola utilizzata da De Plato: “”Mi auguro che non si confermi che De
Plato abbia definito le manifestanti di oggi delle isteriche. Mi stupirebbe sapere che esiste ancora chi, di fronte a uomini che si battono per il posto di lavoro, li definisce manifestanti, mentre le donne isteriche”.

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