24 mag. – Domenica 26 maggio i cittadini bolognesi sono chiamati ai seggi per il referendum consultivo sui finanziamenti comunali alle scuole dell’infanzia paritarie private. Possono votare tutti i cittadini che hanno compiuto il diciottesimo anno. Per votare è sufficiente un documento di identità, non serve la tessera elettorale. Si vota tracciando una croce sulla risposta che si sceglie.
I seggi (199 in 64 luoghi) sono allestiti in centri sociali, sedi dei quartieri o di associazioni, non nelle scuole. Una comunicazione postale spedita a casa di ogni cittadino dal Comune dovrebbe aver indicato in quale seggio recarsi per esprimere la propria preferenza. Qui si trova la mappa dei seggi. Per facilitare l’accesso ai seggi è stato spento Sirio, ma rimangono in vigore i Tdays.
Questo il quesito referendario:
Quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali, che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole di infanzia paritarie a gestione privata, ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia?
A) utilizzarle per le scuole comunali e statali,
B) utilizzarle per le scuole paritarie private.
A favore della risposta A, oltre al comitato promotore del referendum, il Nuovo comitato Articolo 33, ci sono i sindacati di base Usb e Cub, alcune sigle della Cgil come Fiom e Flc, Sinistra ecologia e Libertà, Movimento 5 Stelle, Assemblea dei genitori e degli insegnanti delle scuole di Bologna.
Chiedono di votare B: la giunta guidata dal sindaco Virginio Merola, il Partito Democratico, Il Popolo della Libertà, la Lega Nord, la Curia, la Cisl, Unindustria, Cna, e le cooperative.
Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi. Noi lo seguiremo con una diretta dalle 22
Il servizio per il Mattino di Popolare Network, ascolta

