Referendum. “Dove non arriva la politica arriva la piazza”


30 lug- “L’intera sinistra europa fa così da tempo”. L’AngoloB di oggi è partito dalle parole con cui il sindaco di Bologna Virginio Merola ha difeso il sistema scolastico integrato pubblico-privato e il voto che ha mantenuto il milione di euro destinato alle scuole private paritarie bolognesi. A discutere del tema i consiglieri democratici Francesco Errani e Benedetto Zacchiroli, e i vendoliani Lorenzo Cipriani e Mirco Pieralisi.

Uscire dalla maggioranza? E’ una domanda che ci fanno quotidianamente quelli che non stanno in parlamento – dice Cipriani (Sel) – Queste persone ci dicano però cosa si può ottenere fuori dal campo del centro sinistra. A Bologna in 500 hanno come obiettivo la nostra uscita dalla maggioranza, gli altri 50mila vogliono che la scuola pubblica sia tutelata”.

“Le situazioni si sbloccano in due modi – aggiunge Pieralisi (Sel) – o con processi istituzionali e politici forti e grandi svolte elettorali, oppure in una modalità che è sotto i nostri occhi in tutto il mondo. Quando la democrazia non riesce a dare risposte il campo si riempie di un’insorgenza popolare. La gente scende in piazza“.

Il democratico Zacchiroli ha difeso il voto di ieri in Consiglio comunale. “Non è che salta tutto dopo quelvoto, c’è un impegno che non nasce ieri e ci sono i fatti. Dal 2007 non abbiamo alzato i contributi alle paritarie, abbiamo invece aumentato di 5 milioni i fondi per le scuole comunali. Il nostro desiderio è quello di allargare il più possibile l’offerta educativa e dare libertà di scelta”. Per Zacchiroli “la maggioranza è ancora più coesa, lavoriamo su tantissime cose assieme, non ci si può fermare a un singolo ordine del giorno”. Francesco Errani (Pd) ha invece spiegato la sua astensione: “Nasce dalla sofferenza per non essere riusciti a costruire una proposta di maggioranza. Mi sono astenuto per tenere aperto in qualche modo un dialogo con la città e con la scuola bolognese. La città ormai è divisa, bisogna capire come ricostruire la fiducia tra politica e città, e tra le forze della maggioranza in consiglio comunale”. “Lo scontro – ha concluso Pieralisi – gira attorno alla parola ‘sussidiarietà’. Perché noi e il Pd decliniamo in maniera differente quel termine. Sel non pensa che la sussidiarietà possa essere sostitutiva”.

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