I primi passi per il referendum “No Gelmini”

2 mar. – I “docenti preoccupati” continuano il loro percorso verso il referendum abrogativo del decreto Gelmini sull’università e vogliono depositare il quesito alla Corte costituzionale entro la fine di aprile. Per l’occasione sarà organizzato a Bologna un incontro nazionale con i rappresentanti di trenta atenei italiani
che sostengono l’iniziativa.

Nelle prossime settimane sarà formato il comitato promotore e con l’aiuto di alcuni giuristi il gruppo intende depositare il quesito con la domanda sull’abrogazione o meno della legge. Poi, nel caso venga approvato, iniziarà la raccolta delle 500mila firme necessarie e si chiederà la collaborazione dei partiti per validarle.

Ad un mese dall’approvazione del decreto Gelmini secondo Maurizio Matteuzzi, docente dell’Università di Bologna “Quattro Atenei sono tecnicamente falliti, perché spendono pi§ di quanto ricevono come finanziamento”: sono la Seconda Università di Napoli e gli Atenei di Siena, L’Aquila e Cassino. Secondo le stime dei docenti preoccupati a Bologna mancheranno circa 15 milioni dall’Ffo e ilrettore sta facendo una
valutazione profondamente sbagliata: “Ci salviamo solo quest’anno, avremo forse un degrado più lento degli altri” hanno detto i docenti “Ma saremo i primi in un mondo senza ricerca”.

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