20 mag. – “Il governo scappa, io vado a votare sì” è il nome della campagna del Partito Democratico dell’Emilia Romagna per portare al voto più persone possibile a dire no alla privatizzazione dell’acqua pubblica, al nucleare e al legittimo impedimento. Il Pd ha lanciato la sua macchina organizzativa alla rincorsa del quorum nei referendum del 12 e 13 giugno, con un occhio anche ai ballottaggi. “Questi temi coinvolgono anche le persone che andranno a votare al secondo turno” ha detto il segretario regionale, Stefano Bonaccini che ha sottolineato che “è giusto sapere cosa ne pensano su questi temi i partiti che si contendono l’amministrazione”.
I democratici si sono detti consapevoli che non sono i soli a portare avanti questa battaglia, “ma i grandi partiti, come il nostro, hanno il dovere di mobilitarsi”. Bonaccini non è però d’accordo con chi ha dipinto il Pd come un partito che sale all’ultimo momento sul carro dei vincitori, come ha fatto soprattutto il Movimento cinque Stelle: “In novembre abbiamo presentato una risoluzione contro il nucleare – ha detto – votata anche dal Movimento. E le iniziative e i materiali che presentiamo non sono stati preparati ieri: grillini o non grillini se non passassero i referendum sarebbe una sciagura per questo paese”.
Il primo momento di mobilitazione sarà domani, sabato 21 maggio, a Caorso, con pullman che partiranno da Bologna, Ferrara, Modena, Reggio-Emilia e Parma per partecipare alla catena umana che collegherà la centrale al paese. Stampati anche decina di migliaia di pieghevoli in cui sono spiegate le ragioni dei sì. In giugno, una grande manifestazione a Bologna concluderà questo sforzo per raggiungere il quorum.

