Referendum. 300 metri di zona rossa attorno al seggio

22 mag. – Il sindaco Virginio Merola ha emesso oggi l’ordinanza che contiene le “disposizioni per assicurare l’ordinata accessibilità ai seggi ed il regolare svolgimento del referendum”. Domenica prossima, 26 maggio, sarà vietata la propaganda a meno di 300 metri dai seggi in cui i bolognesi si recheranno a votare per il referendum consultivo sui finanziamenti comunali alle scuole dell’infanzia private. Chi infrangesse l’ordinanza si vedrà contestato il reato previsto dall’articolo 650 del codice penale e cioè l’Inosservanza di provvedimenti dell’Autorità: reato punibile con l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda fino a 206 euro.

Nell’ordinanza non si fa riferimento al silenzio elettorale, previsto per ogni tipo di consultazione ma, come ribadito anche ieri dalla responsabile del procedimento Lara Bonfiglioli, non per i referendum consultivi. Pur nulla soddisfatto il Nuovo comitato Articolo 33 che invece avrebeb voluto venisse rispettato il silenzio nei due giorni precedenti il voto. Il comitato, in una nota, contesta al Sindaco di aver puntato solo su di una logica di tutela dell’ordine pubblico, ignorando il silenzio e “nascondendo volutamente il tema del condizionamento dell’esercizio dei diritti civili”.

Bruno Moretto, di Articolo 33, ricorda come per sabato siano previste due manifestazioni di segno opposto che potrebbero creare tensione: in piazza Maggiore ci sarà l’evento conclusivo della campagna dei comitati Pro B mentre in via Rizzoli dovrebbe sfilare il corteo dell’Unione sindacale di base che appoggia l’opzione A. “Le tensioni si potevano evitare – dice Moretto – rispettando il silenzio”.

Dal canto suo il sindacato di base conferma di voler sfilare da piazza San Francesco a piazza Santo Stefano anche se, ammette Massimo Betti, la Questura non ha ancora concesso il permesso.

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