Parte la seconda fase del progetto di recupero del Cimitero israelitico alla Certosa di Bologna. I lavori di riqualificazione, coordinati dall’architetto Daniele de Paz, avevano preso avvio grazie ai fondi della legge 175 per la salvaguardia del patrimonio culturale ebraico in Italia che tra il 2006 e il 2007 hanno permesso il recupero di 89 pietre tombali e la sistemazione della vegetazione, uno dei principali fattori di deterioramento.
Il progetto iniziale, che prevedeva un intervento più incisivo, è stato diviso in due fasi per poter venire incontro alla disponibilità di risorse, e ha privilegiato in questa prima parte quegli elementi lapidari di maggiore rilevanza da un punto di vista storico e artistico. Già i primi lavori di recupero però hanno segnato un momento significativo contribuendo a riportare alla luce il forte valore che la comunità ebraica bolognese attribuisce a questo luogo. Al pari delle sinagoghe, Beth Ha-Chaim, “casa della vita”, come è chiamato il cimitero nella tradizione ebraica, rappresenta un importante spazio identitario, un luogo di incontro e di memoria collettiva, testimonianza della presenza della comunità in un determinato territorio.
La seconda fase di intervento avrà una portata più ampia e interesserà la riqualificazione dei muri perimetrali e di quattro cappelle di famiglia rilevanti da un punto di vista architettonico e il restauro del Tempietto dove si svolgono i riti funebri che precedono la sepoltura. Si cercherà inoltre di valorizzare e dare maggiore visibilità all’accesso che conduce al Cimitero ebraico e alla parte nord-ovest del Cimitero della Certosa.
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