27 apr. – Oggi pomeriggio, intorno alle 17, le Rdb sono arrivate in Comune col proposito di bloccare l’approvazione del Bilancio consuntivo. Erano una cinquantina, tra precarie dei nidi comunali e cittadini sotto sfratto (in prima fila una donna con alcuni bimbi piccoli) che chiedono una soluzione da Palazzo D’Accursio. A guidarli gli esponenti delle rappresentanze sindacali di base che tra grida e fischi hanno richiesto l’apertura di un “confronto vero, con l’attuale e con la nuova maggioranza”. “Stavolta – ha detto il sindacalista Massimo Betti – abbiamo portato il sacco a pelo e non ve lo facciamo approvare il Bilancio”. Quando il presidente del Consiglio comunale, Gianni Sofri, ha messo in votazione i primi due ordini del giorno della manovra, sono partiti i cori dal fronte della protesta: prima, “Buffoni, buffoni”; poi, “Vergogna, vergogna”, un boato che ha spinto qualche consigliere a chiedere la sospensione della riunione. Nonostante la protesta, i rumori che impedivano perfino la comunicazione tra i consiglieri, il Consiglio comunale ha approvato il conto consuntivo 2008. Il Consiglio ha quindi chiuso i battenti, lasciando i manifestanti senza alcun commento. Disattendendo, dunque, la consuetudine del dialogo da parte dell’Amministrazione, in modo da trasferire la discussione altrove e consentire la prosecuzione dei lavori. Maestre e famiglie con alcuni bambini, allora, si sono sistemati fra le tribune del Consiglio in un Palazzo d’Accursio ormai al buio e deserto, dicendo ai vigili: “Se non arriverà qualcuno a dialogare con noi, rimarremo a dormire qui“. Solidale con la protesta sono stati i tre consiglieri di Bologna Città Libera che non hanno partecipato al voto. “C’è una completa indifferenza per persone che perderanno il posto di lavoro o si ritroveranno senza casa – ha detto Valerio Monteventi. Noi, visto che siamo gli unici consiglieri rimasti, staremo qui a vedere cosa succederà”.
Alle 20,30, i manifestanti, alcuni dei quali con bambini al seguito, dopo aver cenato con delle pizze da asporto, si sono riuniti in assemblea, e alle 23 hanno concluso l’occupazione. Nei prossimi giorni sono previste due assemblee nelle quali le Rdb decideranno “come proseguire la lotta: di fronte a chi perde casa e
lavoro non si può più aspettare”.

