Un ratto dove giocano i bambini. A Bologna ce ne sono 30-40 mila

Bologna, 25 set. – Venerdì 19 settembre, Salvatore Petrozza, mentre passava accanto alla scuola dove va sua figlia, le Morandi di via del Beccaccino, zona Barca, quartiere Reno, ha visto un ratto passeggiare tranquillo, in pieno giorno, sulla barriera anti rumore che separa il giardino della scuola da via Pietro Nenni.

Inorridito, Salvatore ha spedito la segnalazione, corredata da foto e video, all’indirizzo del Quartiere Reno. “Ha fatto bene” ha detto Vincenzo Naldi, presidente del quartiere. “Le segnalazioni dei cittadini, in questo e altri casi sono utili all’amministrazione, non sono certo scocciature” ha spiegato Naldi che, ricevuta la segnalazione, ha “allertato il settore di competenza del Comune”. I Quartieri non hanno in questo, e anche in altri settori, potere di intervento diretto, e per questo devono rimandare a Palazzo d’Accursio. I tecnici del settore Salute, Sport e Città Sana hanno immediatamente attivato la procedura del caso: un tecnico ha verificato che nella zona vi siano delle trappole e ha ordinato all’azienda incaricata un’ulteriore sistemazione di trappole. Nella zona, le trappole per topi, dopo la segnalazione sono passate da 3 a 9. Per contrastare le popolazioni di roditori infestanti, il Comune di Bologna predispone circa 1000 interventi programmati (posa di trappole con esche avvelenate) a cui si aggiungono in media 200 interventi straordinari generati proprio dalle segnalazioni dei quartieri.

A Bologna, secondo le stime di Mauro Delogu, ricercatore del dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università, ci sono 2/3 ratti per ogni piccione: il che significa che in città ci sono circa 30-40 mila ratti. I numeri comunque sono molto variabili perché la popolazione è soggetta alla disponibilità di cibo. E quest’annata, in cui l’estate è stata particolarmente piovosa, è stata una stagione molto favorevole per i Muridi (la famiglia di roditori di cui fanno parte topi, ratti e arvicole): l’abbondante disponibilità di cibo ha consentito un aumento considerevole della popolazione. Un esempio? In questa stagione è molto facile, soprattutto nei campi di erba medica che si trovano nella provincia a nord di Bologna, vedere molti aironi bianchi fermi: “Stanno letteralmente pescando le arvicole (topi di campagna, ndr)- racconta Delogu-. In alcune zone, quest’anno, è possibile trovarne una per metro quadro”.

Innanzitutto dobbiamo distinguere le specie, per non confondere ratti con topi: i topi hanno dimensioni ridotte e vivono a stretto contatto con l’uomo; i ratti, in particolare quelli della specie Ratto norvegese (quello più diffuso a tutte le latitudini e anche a Bologna), possono raggiungere anche i 400 grammi di peso, una lunghezza, compresa la coda, di circa 40 cm, e vivono nelle cavità, nei ruderi e spesso nelle cantine o in prossimità dei canali. Animali ancora differenti sono le arvicole (i topi di campagna) e le nutrie: molto spesso queste ultime sono confuse coi ratti. Quello visto da Salvatore Petrozza è un ratto.

Come racconta Delogu, una coppia di ratti è in grado di generare fino ad una decina di cuccioli ad ogni nidiata e, in annate particolarmente favorevoli, come questa, le cucciolate possono avere anche cadenza mensile. In totale, in un anno, una coppia di ratti può quindi generare fino ad un migliaio di cuccioli.

I ratti, e i Muridi in generale, sono animali molto intelligenti, con una complessa gerarchia sociale e ruoli prestabiliti all’interno della comunità. “I vecchi vengono mandati ad assaggiare i cibi” racconta Delogu: è per questo motivo che le esche utilizzate per il loro abbattimento hanno un’azione ritardata e portano l’animale a morire nel giro di alcuni giorni dall’ingerimento.

I ratti sono animali notturni e il fatto che siano stati avvistati di giorno, secondo Delogu, può avere due spiegazioni: la presenza nelle vicinanze di un posto in cui per gli animali è facile trovare abitualmente cibo (cassonetti dell’immondizia, scarti di cibo abbandonato); la presenza di una trappola con esche. Effettivamente, nelle immediate vicinanze delle scuole Morandi si trova sia un punto di conferimento dell’immondizia che alcune esche.

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