8 ago. – Bologna è accogliente e con buoni servizi sociali ma anche un “buon mercato” per la prostituzione omosessuale. E’ quanto emerge dall’inchiesta condotta da Arcigay nazionale nell’ambito del progetto “Approdi negati”, finanziato dal Ministero del Welfare. L’indagine, condotta in 5 città, Milano, Roma, Napoli, Cosenza e Bologna, ha coinvolto circa 80 persone, omosessuali e transgender, che vivono in situazioni di “altà marginalità”. Un’anteprima dell’indagine, il cui report finale sarà presentato a settembre, è stata presentata oggi nella sede del circolo Arcigay il Cassero di Bologna.
La città delle Due torri, nelle interviste fatte dai ricercatori a 15 persone in difficoltà e a 12 operatori di strutture di assistenza, risulta essere “accogliente, e con un tessuto sociale attento a queste situazioni. Molto buona – spiega Carlo Francesco Salmaso, il ricercatore che ha condotto l’indagine in città – è la propensione al lavoro in rete, anche tra soggetti laici e cattolici“. La difficoltà maggiori sembrano emergere nel pubblico e “il decentramento dei servizi nei Quartieri ha creato confusione” secondo Salmaso.
Proprio il buon livello dei servizi fa di Bologna una meta ambita per le persone in difficoltà e senza dimora, anche lgbt. C’è però un altro aspetto: “C’è anche l’idea – dice Salmaso – che in questa città si possa trovare maggior mercato per la prostituzione omosessuale“.

