7 sett. – La percentuale di rifiuti differenziati a Bologna è passata dal 37% del 2009 al 33% di quest’anno. Lo ha detto l’assessore regionale Emanuele Burgin durante una commissione consiliare a Palazzo Malvezzi. Le cause del peggioramento sarebbero due. Da un lato un calo di attenzione da parte dei bolognesi, forse perché non più sollecitati dai media “come durante la crisi dei rifiuti in Campania”. Dall’altro il passaggio ad un nuovo sistema di valutazione regionale che tiene conto di quello che effettivamente viene differenziato e non semplicemente di quello che viene gettato nei cassonetti. “Adesso i dati sono più veritieri”, ha commentato Burgin.
La normativa nazionale impone di raggiungere il 65% di differenziata entro il 2012 e, visti i numeri, “Bologna è molto indietro”. E i responsabili sarebbero proprio i cassonetti. “Mantenendoli si potrebbe anche raggiungere il 40% di differenziata ma il salto di qualità si potrà fare solo con il passaggio ad sistema di raccolta domiciliare, come stanno facendo tutti i centri storici italiani”, ha spiegato l’assessore che ha chiesto ai candidati alle primarie per il Comune di Bologna di esprimersi chiaramente sul problema. “Le primarie non servono solo per scegliere i candidati, per quanto ottimi”, ha detto.
Alla domanda su come si possa rendere più efficiente il servizio di Hera, l’attuale gestore dei rifiuti, Burgin risponde così: “Nel 2011 dovremo mettere il servizio a gara. Inaspettatamente per qualcuno Hera potrebbe anche perderla”.

